La
FIAT
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![]() Nel 1945 morì Giovanni Agnelli, fondatore della FIAT di cui
Vittorio Valletta diventò Presidente mentre Gianni Agnelli ne fu vicepresidente.
L’Italia appena uscita dal secondo conflitto mondiale doveva esser
ricostruita e per la FIAT fu una grande occasione: il boom economico si ebbe
con la lambretta e con la seicento. Nel 1966 Gianni diventò Presidente. Poco tempo dopo scoppiarono la contestazione studentesca e le lotte
operaie che L’avvocato affrontò sempre in prima persona. Alla fine degli anni
70 la FIAT dovette affrontare un momento di crisi:
la produttività ebbe un calo spaventoso e l’azienda annunciò quattordicimila
licenziamenti. Si ebbe così un duro scontro sindacale e scioperi per
trentacinque giorni. Davanti agli stabilimenti di Mirafiori il segretario del
Partito Comunista Enrico Berlinguer promise il
sostegno del Pci in caso di occupazione delle fabbriche. Il tutto si concluse il 14 ottobre 1980 con la “marcia dei
quarantamila” quando i quadri FIAT
scesero in piazza contro il sindacato; l’azienda rinunciò ai licenziamenti e
mise in cassa integrazione ventitrémila dipendenti. Dopodiché Gianni rilanciò l’ azienda
in campo internazionale affiancato da Cesare Romiti e la trasformò in un’
holding con ramificazioni nell’editoria e nelle assicurazioni: la FIAT
diventò così un colosso globale. Nel 1987 assorbì l’ Alfa
Romeo e in seguito la Ferrari. Nel 1993 si verificò un altro periodo di
crisi per cui la casa automobilistica fu costretta a chiedere sostegno
economico a Mediobanca che organizzò un maxiaumento
di capitale per l’azienda torinese. Nel 1996 indicò come suo successore il nipote Giovanni Alberto
che però morì tre anni dopo: duro colpo per Gianni dal
momento che suo figlio Edoardo non era adatto al ruolo di guida del
gruppo. A 75 anni lasciò il comando dell’azienda a Cesare Romiti, il
quale a 75 anni venne sostituito da Paolo Fresco, un
avvocato vicepresidente della General Electric, e amministratore delegato venne eletto Paolo Cantarella. Nel 2000 l’Avvocato stabilì un’intesa con gli americani della General Motors. Nel 2002 intervenne direttamente nei momenti difficile e fu lui a
convincere Cantarella a farsi da parte e a lasciare
il posto a Galateri e poi da Galateri
a Barberis. Nonostante la sua
condizione di salute si aggravasse non rinunciò al ruolo di capitano
d’industria fino alla fine. |
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