Lo sport

 

Gianni Agnelli era un grande appassionato di sport. Tre sono state le sue grandi passioni: la Juventus, la Ferrari e la vela.

 

La Juventus

 

La sua carriera da juventino cominciò a 5 anni quando in un pomeriggio del 1925 suo padre lo portò al campo dove si allenava la Juventus.

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Gianni Agnelli con alcuni giocatori

Dal 1947 a 1954 ne divenne presidente effettivo. In questi anni la squadra di calcio del capoluogo piemontese vinse due scudetti. Dopodiché Gianni restò presidente onorario ma nonostante ciò il suo rapporto con la squadra rimase costante e passionale: non perdeva mai una partita e telefonava tutte le mattine a Boniperti per chiedergli notizie sui giocatori e sui particolari delle preparazioni a cui era spesso presente.

Amava ricordare i grandi campioni e quando la partita non era divertente lasciava lo stadio.

 

La Ferrari

 

Conobbe Enzo Ferrari negli anni ’50. Nel 1969 il rapporto di collaborazione tecnica tra la Ferrari e la FIAT si trasformò in “collaborazione paritetica”.

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L'Avvocato con Schumacher

Spesso si recava a Maranello per incontrare i piloti e per vedere da vicino le nuove vetture. Dopo i successi del ’64,’75,’77 e ’79 ci fu un lungo periodo in cui la Ferrari non vinse, periodo che durò fino al 2000 con Michael Schumacher con cui secondo L’avvocato se non si vinceva era colpa del team.

 

La vela

 

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Stealth

La vela era la terza grande passione sportiva dell’Avvocato: non perdeva mai una regata dell’America’s Cup. Tifò per Azzurra nel ’83, per il Moro di Venezia nel  ’92 e nel 2000 per Luna rossa. Si intratteneva con i grandi skipper nei circoli più prestigiosi parlando di mare e di vento e si godeva i successi della sua ultima creatura, lo Stealth,  barca costata venti miliardi di lire, disegnata da German Frers , costruita in carbonio e vincitrice nel 2001 del Fastnet. Fra le imbarcazioni storiche  c’è il Capricia donato alla Marina Militare Italiana e dal 1993 utilizzata per l’ addestramento degli allievi dell’Accademia navale di Livorno.